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Bésame mucho di Carlos Gonzáles

Bésame Mucho è un libro a cui sono molto affezionata, per questo gli dedico il primo appuntamento dei miei consigli di lettura.

Bésame Mucho è un libro apertamente dalla parte dei bambini 

Scrive Gonzáles nelle prime pagine: “Questo libro si basa sul concetto che i bambini sono essenzialmente buoni, che le loro necessità affettive sono importanti e che noi genitori dobbiamo dare loro affetto, rispetto e attenzione.”

Nel tam tam di esperti che raccomandano di imporre regole, routine, ‘no’ utili ai bambini, Gonzáles è la voce fuori dal coro (per fortuna non l’unica).

È con amarezza che afferma: “La nostra società non tratta i bambini con lo stesso rispetto con cui tratta gli adulti.”

Anche la puericultura ha bisogno di essere etica, perché ci sono certe cose che, anche se ‘possono funzionare’, semplicemente non si fanno.

Perché i bambini sono come sono e si comportano così

“Nel momento in cui nascono, i nostri figli sono, fondamentalmente, uguali a quelli che nacquero centomila anni fa. Il modo in cui i bebè si comportano spontaneamente, la maniera in cui sperano di essere accuditi, il modo in cui reagiscono ai diversi trattamenti ricevuti, non sono cambiati in decine di migliaia di anni.”

Perché non vogliono restare soli? Come mai piangono appena lasci la stanza? Perché sono gelosi? 

Gonzáles ripercorre alcune delle domande che tormentano i genitori moderni, fornendo rispose schiette e sensate.

Nella notte dei tempi, un bambino lasciato da solo, anche se per pochi minuti, rischiava di morire. L’istinto di sopravvivenza dice a tuo figlio che non è saggio restare al buio, da solo nella sua cameretta, per quanto sia deliziosamente piena di giochi. La sua non è cattiveria… ma solo un bisogno istintivo di te.

L’istinto di sopravvivenza si è evoluto in millenni durante i quali la vita degli uomini era molto diversa da quella che facciamo oggi. Come pensi, tu, di poterlo contrastare con il semplice buonsenso moderno??

Quando diventerà indipendente? 

Gonzáles definisce l’indipendenza uno dei grandi temi della puericultura moderna… salvo poi sorridere del fatto che i genitori di solito considerino l’indipendenza dei propri figli non come la capacità di decidere da soli della propria vita, ma come quella di ‘fare esattamente quello che vogliono i propri genitori, da soli e velocemente’. Allora, forse, bisogna prima fermarsi a ragionare su quello che ci si aspetta dai bambini.

Se quando parliamo di indipendenza, quello che vogliamo realmente è che il bambino “dorma da solo e senza chiamarci, che mangi da solo e molto, che giochi da solo e senza far rumore, che non ci infastidisca, che quando lo lasciamo con un’altra persona sia contento”… be’, forse il nostro obiettivo non è molto ragionevole.

Un bambino che chiama i genitori per avere aiuto o anche, semplicemente, la loro attenzione è più che normale.

Prima o poi, crescendo, smetterà di farlo… siamo sicuri che allora non ci mancherà?

Precisa poi Gonzáles, con una nota di tristezza: “Quando un bambino smette di chiamare la madre perché non ne ha più bisogno non è come quando smette di chiamarla perché sa che, per quanto la chiami, lei non gli presterà mai attenzione.”

Tuo figlio è una brava persona

Mi fa sempre sorridere che Gonzáles debba ricordarcelo, ma forse ha ragione lui: non sono in molti a tenerlo a mente.

Ecco su questo mi sento di invitare tutti a leggere il libro di Gonzáles perché una sintesi non renderebbe giustizia al testo originale.

Alla base delle affermazioni dell’autore però c’è una certezza: tutti i bambini, quando nascono, sono delle brave persone; hanno tutto ciò che serve loro per diventare membri della società in cui vivono.

Dobbiamo solo cercare di non rovinarli durante la crescita. Chiarisce Gonzáles: “I bambini cresciuti con affetto e rispetto sono affettuosi e rispettosi…. I bambini educati a suon di grida, gridano. I bambini educati a furia di schiaffi, picchiano.”

Sull’imparare a condividere i giochi 

Trovo particolarmente spassosa questa parte del libro.  Gonzáles pone una domanda:”Perché l’apprendimento della condivisione ossessiona tanto alcuni genitori ed educatori? A cosa può servire al bambino questa acquisizione? Noi adulti non condividiamo quasi nulla.”

E con una serie di interessanti esempi dimostra che “La nostra disponibilità alla condivisione dipende da tre fattori: cosa prestiamo, a chi e per quanto tempo.”

Prestereste la vostra macchina nuova  a una persona appena conosciuta in un parco? E il vostro telefonino,  il giornale, il vostro anello di diamanti?

E allora quando cercate di imporre a vostro figlio di prestare la sua palla a un bambinetto appena conosciuto al parco, tenete presente due cose: 1) un bambino non possiede macchine nuove o anelli di diamanti, ma dà lo stesso valore ai suoi giocattoli; 2) non tutti quelli che hanno la stessa età/altezza di vostro figlio sono suoi ‘amici’.

Quindi è più che naturale che il bambino non voglia prestare i suoi beni  a uno sconosciuto (che magari nemmeno li ha chiesti con garbo). Questo non significa che non sia generoso..

Abbasso i ‘miti’ della puericultura

La seconda parte del libro passa in rassegna alcune delle teorie più diffuse nella puericultura moderna, smontando caso per caso le loro basi. Ecco, anche se non avete intenzione di approfondire i vostri studi si pedagogia questa parte vi sarà molto utile per rispondere alle conoscenti/nonne/passanti che si sentono in dovere di dispensare saggi consigli non richiesti…

Perché amo questo libro

Bésame Mucho mi è capitato tra le mani in un momento molto particolare della mia vita: la mia primogenita aveva tre mesi e no, non ne voleva sapere di dormire da sola nella sua culletta. Anzi non voleva affatto dormire, né di giorno né di notte. Ero da sola a prendermene cura e non avevo una grande esperienza.

Bésame mucho  non è riuscito a far dormire di più mia figlia (aveva 18 mesi la prima volta che ha dormito 3 ore di fila…), ma ha fatto per me qualcosa di molto molto molto più importante: mi ha liberata dal senso di colpa. 

Da lì in poi ho seguito il mio istinto: ho messo la piccola nel lettone e l’ho riempita di coccole… e a tutti quelli che mi volevano dare a forza dei consigli ho saputo come rispondere.

Chi sono?

Olimpia Ruiz di AltamiranoSono una scrittrice di libri per bambini e amo sdrammatizzare la vita in famiglia con delle vignette. In questa sezione parlo dei libri che mi piacciono, fornendo i miei personalissimi consigli di lettura.

Se vuoi conoscermi meglio leggi la mia presentazione o vai alla Home.

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